ristorazione, Testimonianza, Case Studies

Un gestionale che si integra con le app dei ristoratori

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Scloby

14 November 2018

Slow Sud racconta come ha creato con Scloby un gestionale su misura per la sua attività tutto-in-uno.

 

Profumi e sapori della cucina siciliana tradotti in piatti gourmet. Questo il concept di  Slow Sud, ristorante lanciato a Milano da cinque giovani imprenditori con la passione per la cucina. In soli tre anni il  loro concept è diventato una catena di tre ristoranti che offrono una ristorazione per pranzo e cena.

Anthony Tata e Luca Rudilosso  ci raccontano come l’innovazione tecnologica sia sempre stata una parte importante del loro business; fin dall’inizio hanno infatti sviluppato servizi per migliorare il servizio ai clienti. Un esempio è l’app per le ordinazioni al tavolo che si integra con il loro gestionale grazie all’apertura della piattaforma Scloby.


Come avete conosciuto Scloby?

Stavamo per aprire il nostro primo ristorante, quello in Duomo, ed abbiamo letto un articolo online che parlava di una startup che stava sviluppando un nuovo gestionale di cassa innovativo. Ho subito trovato familiarità con la nostra storia, anche noi siamo giovani con tanta voglia di imparare e sperimentare quindi li abbiamo contattati subito.

Tra tutte le proposte presenti sul mercato Scloby era l’unico gestionale open source che potesse interagire con la nostra app: un sistema di ordinazioni online, progettato da PassBot che abbiano integrata con il menu presente in Scloby.

Scloby si è rivelata una startup disponibile ai cambiamenti fin da subito. Il nostro è un bel rapporto perché possiamo dare loro dei suggerimenti per migliorarla che ci consentano di velocizzare il nostro processo.

Con Scloby abbiamo lavorato insieme al back office; inizialmente non c’era il magazzino che per noi è importante avere tutto in uno, l’obiettivo è avere una soluzione only one per il ristoratore.

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Qual è la funzione più importante per la vostra attività?

Gli analytics, assolutamente. Ogni giorno controlliamo la reportistica con attenzione. Slow Sud non è un ristorante a conduzione familiare e non vuole esserlo; per questo studiamo con attenzione i dati giornalieri per capire nel dettaglio le scelte dei nostri clienti, la richiesta del pubblico e ci aiuta a gestire il magazzino. Controlliamo come  vengono utilizzati gli ordini, quali sono i piatti più consumati, gli analytics ci aiutano moltissimo a capire quali devono essere i nostri obiettivi di business e come fare per raggiungerli.


Com’è nata la vostra attività?

Siamo cinque ragazzi arrivati dal profondo sud a Milano per frequentare l’università. Abbiamo studiato tutti materie differenti, chi economia e chi comunicazione. Finiti gli studi abbiamo lavorato in società di consulenza finché un giorno ci siamo detti “ma se dobbiamo lavorare tredici ore al giorno perché non lo facciamo per noi stessi?”. Così  ci siamo buttati su questo progetto trainati dalla nostra passione per la cucina. I numeri per fortuna ci hanno dato ragione ed abbiamo sviluppato un format vincente in poco tempo. Oggi siamo a 3 anni e 3 locali, tra cui un nuovo format: Slow Sud - Putià, un piccolo locale in cui prepariamo panini imbottiti come vuole la tradizione siciliana. Solitamente i panini vengono consumati per strada oppure ordinati e consegnati direttamente a casa tramite delivery.


Usate Scloby anche per Slow Sud Putìa?

Sì, assolutamente. In questo caso utilizziamo molto spesso il sistema di delivery. Sempre attraverso la nostra app quindi con Scloby possiamo controllare anche gli analytics delle ordinazioni tramite il sistema.

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